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Il 1° luglio abbiamo incontrato i tecnici di
EuroMilano che ci hanno illustrato il progetto di
completamento del PRU, ve lo esporremo nel
prossimo numero…
Il 1° luglio abbiamo incontrato i tecnici di
EuroMilano che ci hanno illustrato il progetto di
completamento del PRU, ve lo esporremo nel
prossimo numero…
Con l’arrivo della bella stagione la possibilità di
utilizzare il nostro parco aumenta: anche se non
è ancora il parco che vorremmo: gli alberi,
poverini, sono ancora un po’ scheletrici, la vista
del “terzo lotto”, abbandonato ed incolto, non
incoraggia certo all’ottimismo… saremmo felici di
ospitare qualche riga da parte del promotore
dell’iniziativa immobiliare del quartiere (leggi
EuroMilano) per fare il punto della situazione…
speriamo! Per ora continuiamo a gettare sassi
nello stagno: i chioschi ! Non sono proprio belli,
anzi decisamente bruttini (non ce ne vogliano i
progettisti), ma quello che ci preoccupa è che
sono inutilizzati e sappiamo che quando un luogo
pubblico viene abbandonato diventa preda del
degrado: non vogliamo ritrovarci, tra un mese o
un anno, a raccogliere lamentele perché le
casette/chiosco abbandonate vengono utilizzate
da disperati per dormirci dentro o chissà che
altro. La proposta che ci pare più
opportunamente sostenibile è, evidentemente,
quella di affidare la gestione di almeno uno dei
chioschi a gruppi o associazioni (non dite che è
la classica invenzione dell’acqua calda). Ci
piacerebbe che tale iniziativa partisse proprio
dall’interno del nostro quartiere: c’è qualcuno che
ha esperienza, o voglia, o entrambe le cose, per
guidare i ragazzi che abitualmente giocano a
calcetto in maniera che prendano in “gestione”
tali chioschi? Qualche idea?
Nel nostro parco c’era una volta una piccola
costruzione, una sorta di igloo con un tetto che
era un cielo di specchi, nella zona dei giochi dei
bimbi. Rappresentava lo sviluppo di un progetto
carino e, probabilmente, aveva un’atmosferica
magica per i più piccoli.
Ma qualcosa non deve aver funzionato, perché
all’improvviso la piccola casetta è stata ricoperta
da uno strato di resina e degradata al ruolo di
collinetta… Quanti nostri soldi seppelliti!
Ci saranno state buone ragioni, di sicurezza
forse, ma in un parco non ancora ultimato… il
poco che c’era è già stato eliminato! La storia
dell’igloo non è a lieto fine!
Qualcuno dei nostri lettori ci chiede come mai, al
secondo numero della newsletter, abbiano
cambiato il logo della nostra testata… da
EuroCertosa a ParcoCertosa. Qualcun altro si
interroga sulla nostra didascalia istituzionale che
recita: “il gruppo di abitanti del quartiere che
vanta numerosi tentativi di imitazione”.
Cerchiamo tranquillamente di spiegare…
Circa tre anni fa, nell’ottica di risolvere quanto
prima i numerosi problemi del “nostro” nuovo
quartiere, alcuni abitanti decisero di dare vita ad
un comitato di quartiere. Si organizzarono le
elezioni per poter nominare i rappresentanti del
quartiere e fu impostato uno statuto associativo.
La scarsa partecipazione e il fatto che la
stragrande maggioranza dei rappresentati eletti
era riconducibile a un unico condominio, si
decise di rinviare la formale costituzione di un
comitato di quartiere… ma di avviare comunque
un’attività associativa su base squisitamente
volontaria. In effetti un ristretto nucleo di abitanti
del quartiere, tra i quali coloro che firmano questa
newsletter, iniziò ad occuparsi delle
problematiche del quartiere stesso: la sicurezza,
la viabilità, il teleriscaldamento, la “vivibilità” della
parte del parco aperto al pubblico e la
progressione dei lavori delle infrastrutture
previste (strada Eritrea – Bovisasca e
metrotamvia Bovisa – Certosa). Alcuni risultati
sono stati ottenuti. In primo luogo le controparti
(Sindaco, Servizi comunali, A2A, EuroMilano, i
vari Assessorati, Metropolitrana Milanese) hanno
di fatto riconosciuto la nostra rappresentanza
territoriale e apprezzato l’attività che veniva da
noi svolta. In secondo luogo sono arrivati anche
risultati concreti, tra i quali la consistente
riduzione delle tariffe AEM per il servizio di
teleriscaldamento al nostro quartiere..
Ma veniamo ai tempi più recenti.
Le elezioni incombono e qualcuno ha pensato
bene di usare il nostro comitato come trampolino
di lancio per le proprie ambizioni politiche. Detto
fatto: è stata convocata, a nome del Comitato
Euro Certosa, una riunione sul problema dello
stop dei lavori di realizzazione della strada
interquartiere Eritrea – Bovisasca, a cui hanno
partecipato anche i rappresentati del
coordinamento dei comitati antigronda. Si è visto
che le tesi sostenute nella riunione erano a senso
unico e sicuramente non rappresentavano gli
interessi del quartiere. Qualcuno ha poi
proceduto ai primi di maggio a registrare
ufficialmente il “Comitato EuroCertosa” e infine
ha convocato una sorta di elezioni per la nomina
dei futuri rappresentanti. Lo diciamo chiaramente:
tutto ciò non piace. Non ci piace che chi in
passato non si è impegnato si svegli ora e si agiti
per scopi politici. Non ci piace il metodo di usare
per fini propri il lavoro fatto da altri. Non ci
preoccupa che si formino altri gruppi nel
quartiere, anzi siamo favorevoli al pluralismo, ma
nella chiarezza dei fini e dei mezzi usati. Ecco
perché, come si usa dire “ci tiriamo fuori”:
Vogliamo evitare equivoci e strumentalizzazioni e
siamo convinti che lo spirito “di servizio” e
l’onestà intellettuale che ci muove sia un valore
che caratterizza le persone serie; per il resto,
come scrisse il Poeta: “…non ragioniam di lor,
ma guarda e passa” !!! Quello che sicuramente
non cambieremo è l’impegno per rendere
migliore “il vivere” nel quartiere e per creare una
rete di relazioni e di interessi comuni.
Forse abbiamo gettato la pietra nello stagno,
abbiamo ricevuto molte richieste di adesione
all’invio della newsletter ma quello che ci fa
maggior piacere è che abbiamo ricevuto anche
tanti contributi ed idee; questo sta a significare
che questa nostra iniziativa è stata ben accolta e
soprattutto ben interpretata, riportiamo alcune
delle mail in risposta ci sono pervenute:
“Personalmente Vi ringrazio per l’impegno che ci state
mettendo e ritengo le Vs proposte ad oggi valide.
Proporrei solo dei giochi per i più’ piccoli anche dalla
parte opposta a quella dove sono ora e maggiori aree
ombreggiate,il percorso e’ un’ottima idea come le
bocce,si potrebbe pensare anche ad uno spazio per
pallavolo ed eventualmente una zona attrezzata con
tavoli per picnic griglia.” (A.F.)
“Mi permetto di aggiungere:
1. la mancanza di alberi e zone d’ombra ove
potersi rilassare;
2. i due chioschi bar abbandonati (oltre ad essere
davvero due strutture orribili tutte in
cemento…..)
Queste sono altre motivazioni che rendono poco
appetibile trascorrere il parco.” (D.F.)
“Sono un abitante di Eurocertosa e gradirei avere notizie
circa i lavori interrotti della strada in costruzione;se si è
deliberato qualcosa e in quali tempi. E’ una situazione
ormai insostenibile!” (B.)
“Abito in Via Carlo Perini da qualche anno e non
frequento spesso il parco in quanto poco stimolato dalle
strutture esistenti .Vorrei proporre la realizzazione di una
struttura adatta all’utilizzo per: skateboard ( lo pratico da
anni nonostante l’età ), rollerblade, BMX .Sono discipline
in continua ascesa e con sempre più praticanti , ma con
poche strutture idonee disponibili. Questa realizzazione
farebbe conoscere il parco anche fuori dai confini di
quartiere e ci sarebbe la possibilità di organizzare eventi
e feste anche a livello amatoriale e professionistico . Per
cui momenti di aggregazione che coinvolgerebbero il
quartiere ed oltre. Sono disposto a collaborare per
spingere questo progetto.” (L.C.)
“Oltre a quanto da voi proposto, suggerirei anche: la
collocazione di giochi per bambini (scivoli facili, altalene,
dondoli) in prossimità delle torri una o più tensostrutture
aperte per ombreggiare alcune zone, visto che d’estate
è molto soleggiato servizi igienici (come promesso)
servizio di ristoro (anche ambulante) minigolf (vedi
installazione gratuita presso il centro Bonola a cura
CdZ.” (A.P.)
“Un piccolo suggerimento, secondo voi aprire un piccolo
chiosco sarà possibile?” (T.V.)
“Tempo fa dalla Vostra comunicazione ho appreso che i
lavori della SIN Eritrea-Bovisasca sono stati interrotti.
Condividendo lo scenario di disagio da Voi prospettato,
vorrei gentilmente sapere quali azioni collegiali
potremmo intraprendere per minimizzare il disagio
stesso.” (D.G.)
Abbiamo scelto alcuni esempi, ringraziamo tutti
e ci proponiamo di dare seguito ai contributi dei
nostri concittadini già dalle prossime newsletter.
Per stare sulla notizia vogliamo comunque
affrontare la vicenda della strada e
dell’interruzione del cantiere: diamo per scontato
che tutti i nostri lettori conoscano la lunga
vicenda legale che ha contrapposto alcuni
cittadini, anche riuniti in comitati, al Comune;
vicenda che ha avuto come esito il
pronunciamento della magistratura con il quale
si sono dichiarati illegittimi tutti gli atti
amministrativi con i quali si è deliberata la
realizzazione della strada medesima.
Vogliamo entrare in questa vicenda in punta di
piedi perché sappiamo che ognuno di noi ha
sulla vicenda opinioni diverse mediate dalle
personali opinioni.
Con questo spirito abbiamo partecipato
all’assemblea pubblica tenuta presso la
parrocchia di via Graf lunedì 11 maggio scorso:
non abbiamo capito moltissimo dalla
illustrazione dei relatori e dal dibattito che ne è
seguito ma proviamo a riassumere per sommi
capi il poco che abbiamo compreso:
· si tratta di una vicenda che è iniziata
alcuni anni fa quando un gruppo di
cittadini ha deciso di intraprendere la
civilissima opposizione ad atti del
Comune mediante lo strumento del
ricorso alla magistratura;
· questi cittadini, generalmente riuniti in
comitato, hanno ottenuto una sentenza a
loro favorevole (e sfavorevole al
Comune);
· tale sentenza annulla (che i nostri lettori
ci perdonino le imprecisioni tecnico
legali) gli atti del Comune: ciò significa
che ad oggi le opere iniziate nel nostro
quartiere sono “illegittime”.
Per quanto riguarda il nostro vivere di tutti i
giorni ciò comporta che di fatto siamo
“intrappolati” dentro il quartiere: l’accesso
resterà quello provvisorio che ad oggi tutti noi
usiamo e l’apertura della strada (o meglio la
riapertura) resta appesa allo sviluppo che
prenderà la vicenda in sede legale.
Noi vogliamo solo evidenziare che in questa
vicenda il nostro quartiere, la sua vivibilità, la
sua accessibilità, rischia di fare la fine del vaso
di coccio tra i vasi di ferro: tra
un’amministrazione comunale (che certamente
aveva il dovere di prestare maggiore attenzione
alle richieste dei cittadini) e i comitati antigronda
che ormai, forti di un innegabile successo
sancito dalla sentenza, sono tentati a non
cedere nulla ad una qualsiasi forma di trattativa
con il Comune.
Quello che sappiamo è che se il Comune non
metterà in atto un nuovo provvedimento
amministrativo che completi almeno la viabilità
secondaria (es. dismissione dell’attuale via
Castellammare, collegamento con via Porretta),
il nostro quartiere potrà dire addio per diversi
anni al completamento del parco, alla
realizzazione dell’asilo, alla costruzione della
caserma dei carabinieri, ecc. ecc. e continuerà a
vivere in un cantiere con tutti i disagi del caso.
Il giorno 13 maggio siamo stati invitati a
partecipare ad una riunione organizzata presso
gli uffici del Comune di Milano: il tema
riguardava il completamento della viabilità del
nostro quartiere alla luce della sentenza del
Consiglio di Stato, che ha annullato il progetto
per la nuova strada Eritrea-Bovisasca. Oltre ai
rappresentati del quartiere, erano presenti il
direttore del Settore Infrastrutture del Comune, il
responsabile dell’opera per la Metropolitana
Milanese e due rappresentanti di Euromilano.
Nella situazione attuale di blocco dei lavori il
Comune ha due alternative: lasciare in sospeso
l’attività, per riprenderla in futuro quando il tratto
Eritrea-Bovisasca verrà ricompreso nel nuovo
progetto di viabilità Zara-Expo, oppure
completare la viabilità di secondo livello che
tocca più direttamente il quartiere. La scelta del
Comune si è indirizzata verso la seconda
alternativa: in sintesi, partendo dalla via Eritrea
verso la via Castellammare verrebbero
realizzate le seguenti opere:
· un impianto semaforico all’incrocio
Eritrea -“Strada in costruzione”.
· la chiusura provvisoria della via De Pisis
per la realizzazione della nuova
fognatura e trasferimento del traffico
sulla “Strada in costruzione” che
verrebbe completata.
· la riapertura e la semaforizzazione
dell’incrocio tra via Perini a Via De Pisis.
· la realizzazione del parco previsto
all’inizio del tratto di strada Eritrea-De
Pisis e di un parcheggio a raso per oltre
100 posti auto nel tratto successivo.
Verrà anche risistemato il marciapiede di
via De Pisis.
· la costruzione di una pista ciclopedonale
tra la piscina e le prime
abitazioni di via De Pisis.
· la riqualificazione del passaggio già
esistente di collegamento accanto alle
scuole medie in direzione di Quarto
Oggiaro.
· la sistemazione nel prossimo autunnoprimavera
del verde tra i palazzi di via
Perini e la “Strada in costruzione” .
· la dismissione di via Castellammare (ad
eccezione del tratto iniziale tra via De
Pisis e via Perini) e l’apertura del nuovo
tratto di via Castellammare del quale per
ora sono stati posati solo i cordoli del
marciapiede. Ciò consentirà a
Euromilano di avviare i lavori del 3° lotto
del Parco. A seguire verranno realizzati
l’asilo, le nuove residenze, la caserma
dei carabinieri, ecc. ecc.
Secondo il responsabile di Metropolitana
Milanese, entro il prossimo autunno vedremo le
auto transitare sui nuovi tratti della “Strada in
costruzione” ed inizieranno-proseguiranno
anche gli altri lavori.
Ci è stato riferito che non sussistono problemi di
finanziamento delle opere descritte.
Successivamente il giorno 15 la Giunta
Comunale ha approvato il piano dei lavori.
In conclusione ci sembra di intravedere la
possibilità che il nostro quartiere venga
finalmente completato e non rimanga in balia di
un perenne cantiere.
Ad un anno dalla inaugurazione del Parco
Verga appare utile esprimere alcune
considerazioni su eventuali interventi
migliorativi orientati anche a incrementarne il
generale livello di sicurezza.
Inutile nasconderlo: uno dei rischi che il Parco
Verga sta correndo è quello del degrado
(anche proprio come diretta conseguenza della
limitata frequentazione da parte dei cittadini).
Infatti, quando le aree verdi sono praticamente
“abbandonate” dalla gente diventano
inesorabilmente obiettivo di atti vandalici, se
non peggio. Ma è evidente che non si può
“costringere” gli abitanti del quartiere
EuroCertosa a frequentare il parco… occorre
offrire loro occasioni, proporre stimoli, garantire
senso di sicurezza. In altre aree verdi curate
dal Comune di Milano sono già stati progettati
e realizzati con successo punti attrezzati dove
la coesistenza di strutture, apparentemente
destinate a popolazioni di diverse fasce di età,
stimola in modo coerente e consapevole un
certo interesse di condivisione delle proposte:
giochi per i più piccoli affiancati a campi di
bocce, infatti, consentono a tutti di passare in
serenità il tempo libero (basta fare ad esempio
una passeggiata nel vicino Parco Nord per
rendersene conto). Le opportunità di
aggregazione sociale tra le persone si
trasformano in un elemento di sicurezza (la
gente che vive serenamente le proprie attività
di gioco e svago impedisce in pratica che
tenda a stabilizzarsi una terra di nessuno, dove
la farebbero da padrone “balordi di ogni
genere”). Sembrerebbe quindi quanto mai
opportuno proporre all’Amministrazione
Comunale e a EuroMilano (ognuno per le
proprie competenze) la realizzazione di alcune
strutture all’interno del Parco Verga che, in
prima battuta, potrebbero essere così
individuate: campi per il gioco delle bocce,
percorso vita (o itinerario attrezzato per
l’attività fisica all’aperto) e pista di pattinaggio.
Proprio nella convinzione che un giardino
pubblico è un insostituibile patrimonio per tutti i
cittadini, sI invitano, pertanto, gli abitanti del
Quartiere EuroCertosa a voler esprimere
eventuali suggerimenti in merito (un’apposita
cassetta postale – localizzata in Via Perini 20 –
è utilizzabile a tale scopo).