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Forse abbiamo gettato la pietra nello stagno

Forse abbiamo gettato la pietra nello stagno,
abbiamo ricevuto molte richieste di adesione
all’invio della newsletter ma quello che ci fa
maggior piacere è che abbiamo ricevuto anche
tanti contributi ed idee; questo sta a significare
che questa nostra iniziativa è stata ben accolta e
soprattutto ben interpretata, riportiamo alcune
delle mail in risposta ci sono pervenute:

“Personalmente Vi ringrazio per l’impegno che ci state
mettendo e ritengo le Vs proposte ad oggi valide.
Proporrei solo dei giochi per i più’ piccoli anche dalla
parte opposta a quella dove sono ora e maggiori aree
ombreggiate,il percorso e’ un’ottima idea come le
bocce,si potrebbe pensare anche ad uno spazio per
pallavolo ed eventualmente una zona attrezzata con
tavoli per picnic griglia.” (A.F.)

“Mi permetto di aggiungere:
1. la mancanza di alberi e zone d’ombra ove
potersi rilassare;
2. i due chioschi bar abbandonati (oltre ad essere
davvero due strutture orribili tutte in
cemento…..)
Queste sono altre motivazioni che rendono poco
appetibile trascorrere il parco.” (D.F.)

“Sono un abitante di Eurocertosa e gradirei avere notizie
circa i lavori interrotti della strada in costruzione;se si è
deliberato qualcosa e in quali tempi. E’ una situazione
ormai insostenibile!” (B.)

“Abito in Via Carlo Perini da qualche anno e non
frequento spesso il parco in quanto poco stimolato dalle
strutture esistenti .Vorrei proporre la realizzazione di una
struttura adatta all’utilizzo per: skateboard ( lo pratico da
anni nonostante l’età ), rollerblade, BMX .Sono discipline
in continua ascesa e con sempre più praticanti , ma con
poche strutture idonee disponibili. Questa realizzazione
farebbe conoscere il parco anche fuori dai confini di
quartiere e ci sarebbe la possibilità di organizzare eventi
e feste anche a livello amatoriale e professionistico . Per
cui momenti di aggregazione che coinvolgerebbero il
quartiere ed oltre. Sono disposto a collaborare per
spingere questo progetto.” (L.C.)

“Oltre a quanto da voi proposto, suggerirei anche: la
collocazione di giochi per bambini (scivoli facili, altalene,
dondoli) in prossimità delle torri una o più tensostrutture
aperte per ombreggiare alcune zone, visto che d’estate
è molto soleggiato servizi igienici (come promesso)
servizio di ristoro (anche ambulante) minigolf (vedi
installazione gratuita presso il centro Bonola a cura
CdZ.” (A.P.)

“Un piccolo suggerimento, secondo voi aprire un piccolo
chiosco sarà possibile?” (T.V.)

“Tempo fa dalla Vostra comunicazione ho appreso che i
lavori della SIN Eritrea-Bovisasca sono stati interrotti.
Condividendo lo scenario di disagio da Voi prospettato,
vorrei gentilmente sapere quali azioni collegiali
potremmo intraprendere per minimizzare il disagio
stesso.” (D.G.)

Abbiamo scelto alcuni esempi, ringraziamo tutti
e ci proponiamo di dare seguito ai contributi dei
nostri concittadini già dalle prossime newsletter.
Per stare sulla notizia vogliamo comunque
affrontare la vicenda della strada e
dell’interruzione del cantiere: diamo per scontato
che tutti i nostri lettori conoscano la lunga
vicenda legale che ha contrapposto alcuni
cittadini, anche riuniti in comitati, al Comune;
vicenda che ha avuto come esito il
pronunciamento della magistratura con il quale
si sono dichiarati illegittimi tutti gli atti
amministrativi con i quali si è deliberata la
realizzazione della strada medesima.
Vogliamo entrare in questa vicenda in punta di
piedi perché sappiamo che ognuno di noi ha
sulla vicenda opinioni diverse mediate dalle
personali opinioni.
Con questo spirito abbiamo partecipato
all’assemblea pubblica tenuta presso la
parrocchia di via Graf lunedì 11 maggio scorso:
non abbiamo capito moltissimo dalla
illustrazione dei relatori e dal dibattito che ne è
seguito ma proviamo a riassumere per sommi
capi il poco che abbiamo compreso:
· si tratta di una vicenda che è iniziata
alcuni anni fa quando un gruppo di
cittadini ha deciso di intraprendere la
civilissima opposizione ad atti del
Comune mediante lo strumento del
ricorso alla magistratura;
· questi cittadini, generalmente riuniti in
comitato, hanno ottenuto una sentenza a
loro favorevole (e sfavorevole al
Comune);
· tale sentenza annulla (che i nostri lettori
ci perdonino le imprecisioni tecnico
legali) gli atti del Comune: ciò significa
che ad oggi le opere iniziate nel nostro
quartiere sono “illegittime”.
Per quanto riguarda il nostro vivere di tutti i
giorni ciò comporta che di fatto siamo
“intrappolati” dentro il quartiere: l’accesso
resterà quello provvisorio che ad oggi tutti noi
usiamo e l’apertura della strada (o meglio la
riapertura) resta appesa allo sviluppo che
prenderà la vicenda in sede legale.
Noi vogliamo solo evidenziare che in questa
vicenda il nostro quartiere, la sua vivibilità, la
sua accessibilità, rischia di fare la fine del vaso
di coccio tra i vasi di ferro: tra
un’amministrazione comunale (che certamente
aveva il dovere di prestare maggiore attenzione
alle richieste dei cittadini) e i comitati antigronda
che ormai, forti di un innegabile successo
sancito dalla sentenza, sono tentati a non
cedere nulla ad una qualsiasi forma di trattativa
con il Comune.
Quello che sappiamo è che se il Comune non
metterà in atto un nuovo provvedimento
amministrativo che completi almeno la viabilità
secondaria (es. dismissione dell’attuale via
Castellammare, collegamento con via Porretta),
il nostro quartiere potrà dire addio per diversi
anni al completamento del parco, alla
realizzazione dell’asilo, alla costruzione della
caserma dei carabinieri, ecc. ecc. e continuerà a
vivere in un cantiere con tutti i disagi del caso.

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