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Sulla “vecchia” sede dell’Istituto Mario Negri….
Giovedì 22 marzo il Consiglio di Zona 8 ha dato parere favorevole alla costruzione di alcuni edifici sull’area ancor oggi occupata dalle strutture abbandonate dall’Istituto Mario Negri. Il progetto prevede anche interventi in edilizia convenzionata. La trasformazione dell’area consentirà la sistemazione di via Eritrea e il completamento del percorso ciclabile, collegando il parco di villa Scheibler con il “nostro” parco Verga. Apprezziamo il progetto di riqualificare un’area attualmente in stato di abbandono, ma siamo preoccupati dell’impatto che i circa quattrocento nuovi abitanti genereranno su viabilità e trasporti pubblici in un’area già abbastanza congestionata.
I rappresentanti del Comune hanno infatti definito la zona già “dotata di trasporto pubblico diffuso”, accennando solo a una futura “via di forza sulla via De Pisis” (la famosa metrotranvia che abbiamo visto solo sul plastico di EuroMilano quando abbiamo acquistato le nostre case tanti anni addietro?), prevista dal PGT, ma di “non immediata esecuzione”.
Sono arrivati tantissimi cestini per i rifiuti!
Il mese di marzo – tra le altre cose, primavera in testa – ha portato sui marciapiedi, sulle aree pedonali, vicino alle fermate dei mezzi pubblici e nei parchi e giardini, tantissimi nuovi cestini per la raccolta di rifiuti, posizionati a cura dei Servizi preposti del Comune di Milano. Il colore scelto sulle strade è il verde scuro, forse per non distrarre troppo l’attenzione dei guidatori di autoveicoli, e motociclette… invece nel Parco Verga ne sono arrivati tanti, colorati, soprattutto con motivi floreali! Non resta ora che sperare che i cittadini li utilizzino nel modo migliore!
Gare notturne di motociclette
Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni in merito a “scorribande” notturne di motociclette e motorini nei vialetti pedonali all’interno del Parco Verga. Per quello che sono le nostre informazioni (vedi quanto ripetutamente proposto sui precedenti numeri del nostro newsletter) l’AMSA ha appaltato all’esterno il servizio di chiusura e di apertura dei cancelli di ingresso nel parco. Che tale servizio sia effettivamente espletato con la dovuta regolarità è tutt’altro discorso. Di fatto i cancelli (ora chiusi manualmente con catene, dopo che i motori di comando remoto dei bracci telescopici di chiusura automatica dei cancelli sono da tempo “scomparsi”) rimangono spesso aperti oltre l’orario di chiusura (22h00). Carabinieri, Polizia e Polizia comunale, Organi di controllo ripetutamente invitati a intervenire, si rimbalzano le proprie responsabilità in materia… invocando, a giustificazione, il fatto di non avere a disposizione pattuglie motocicliste… ritenute indispensabili per poter fronteggiare emergenze di tale tipo.
Pista ciclabile e chioschi
A fronte delle numerose lamentale pervenute in proposito negli ultimi anni, EuroMilano ci ha gentilmente comunicato che avvierà presto, in prossimità di via Don della Torre, i lavori di sistemazione e completamento della pista ciclabile che costeggia la recinzione del Parco Verga. “Girano”, nel frattempo, attendibili indiscrezioni, sull’esito della gara di appalto per la gestione di due dei quattro chioschi costruiti all’interno del Parco. Si dovrebbe avere presto tangibile conferma della imminente apertura di una edicola e di un piccolo bar (con relativo servizio di locali igienici a disposizione dei cittadini).
Una breve panoramica della proposta strada Zara-Expo
Alcune note sul progetto presentato alla Regione, come descritte nel documento “Sintesi non tecnica”.
Caratteristiche della strada
La medesima configurazione della strada già esistente nel tratto tra via Eritrea e il semaforo di collegamento con la via Carlo Perini è prevista per quasi tutto il suo sviluppo: quindi due carreggiate a due corsie, con aiuole, marciapiedi e piste ciclabili su entrambi i lati.
Questa struttura risulta in sintonia con l’attuale standard del Comune per quanto attiene le nuove strade di tipo interquartiere (una strada – si specifica – “che interscambi con la maglia stradale di quartiere e sia percorsa a velocità ridotta”).
In alcuni tratti, per motivi di spazio disponibile, le corsie ciclabili e i marciapiedi possono esistere su un solo lato (è il caso, per esempio, del ponte già realizzato in via Martin Luther King).
Tra via Eritrea e la zona dell’Expo, la pista ciclabile segue un percorso separato dalla strada.

Percorso
Da via Eritrea verso Est la strada collega, nell’ordine, via Bovisasca, la Linea Metropolitana 3 (stazione di Affori Centro), via Fermi, il Parco Nord, l’Ospedale Maggiore, viale Zara, e viale Sarca, all’inizio della zona della Bicocca.
Per l’intersezione con via Fermi (cioè la superstrada Milano-Meda) è previsto che quest’ultima venga interrata per un certo tratto.
Da via Eritrea verso Ovest, la strada raggiunge via Stephenson, per poi dividersi in due strade a corsia singola: un ramo segue l’attuale via Stephenson ed è previsto che diventi l’unica via di ingresso all’Expo per chi proviene dalla città, l’altro ramo supera la ferrovia per Rho, per raggiungere il nuovo Quartiere di Cascina Merlata e, quindi, Molino Dorino.
Innesto in autostrada
Molto si è discusso sul rischio che la nuova strada si trasformi di fatto in uno scolmatore dell’intenso traffico del tratto urbano dell’autostrada Torino-Venezia.
Nel documento citato sono proposte alcune rassicurazioni in merito nel paragrafo 3.5.1, alla nota 1; in particolare, si fa notare che i collegamenti stradali Est-Ovest sono migliorati negli ultimi anni, per esempio con l’introduzione del cosiddetto “Peduncolo” da Sesto S.G a Cascina Gobba.
Inoltre, dall’autostrada Torino-Venezia, la strada è raggiungibile solo indirettamente, tramite lo svincolo della Fiera, che si collega al ramo per Cascina Merlata.
Diventa invece più diretto il collegamento con lo svincolo sull’autostrada Milano-Laghi che c’è presso l’UCI Cinema (si tratta di uno svincolo operativo soltanto in direzione del centro della città).

Mezzi pubblici
Il progetto comprende una tranvia di collegamento Bovisa, Affori e Niguarda (da piazza Bausan a via Graziano Imperatore, passando dalla M3 Affori Centro).
La tratta di tranvia che riguarda il nostro Quartiere, Certosa-Bovisa-Bausan, è inserita nel progetto parallelo della “Nuova Bovisa”.
Teleriscaldamento… nel nostro Quartiere
Nella newsletter n. 35 abbiamo riportato il testo
integrale della delibera dell’Autorità Garante della
Concorrenza e del Mercato (AGCM) nella quale si
evidenzia una presunta posizione di monopolio da
parte dei gestori delle reti di teleriscaldamento.
In qualità di abitanti di un quartiere che
usufruiscono di una rete di teleriscaldamento
“provvisoria” da oramai dieci anni, non possiamo
che essere in accordo con la linea intrapresa dalla
AGCM, aggiungendo alle implicazioni economiche
la nostra condizione di “abitanti precari”,
preoccupati dal rischio che un’infrastruttura come
l’attuale centrale termica – nata come provvisoria
– possa diventare definitiva, come purtroppo
spesso accade nel nostro Paese.
Da anni la “nostra” centrale brucia gas metano ed
inquina tanto quanto decine e decine di centrali di
altrettanti condomini, il tutto concentrato davanti
alle nostre case. Ma non avrebbe dovuto doveva
generare energia pulita?
A quando la costruzione della nuova centrale in
zona Bovisa, invano promessa da a2a nei vari
incontri che si sono succeduti?
E le tariffe saranno poi così concorrenziali? In
questo momento l’unica certezza riguarda l’IVA
che paghiamo in bolletta: se il nostro impianto di
teleriscaldamento fosse alimentato, come a suo
tempo promesso, da fonti rinnovabili, l’aliquota si
abbatterebbe al 10% contro l’attuale 21%.
Le famiglie del quartiere ringraziano.
Abbiamo molti dubbi sul fatto che l’impianto
attuale possa essere in futuro in grado di
soddisfare anche il fabbisogno di calore degli
edifici di prossima costruzione (in primis, Borgo
Porretta, Residenze Tiziana…) senza dover
essere “maggiorato”, magari costruendo un
nuovo e più grande prefabbricato, sempre nello
stesso posto, ovvero sotto casa nostra… tanto
c’era già: “che fastidio può dare?”
Aspettiamo fiduciosi che la centrale provvisoria
lasci posto alla tanto agognata centrale in Bovisa,
speriamo che Comune ed a2a si ricordino di noi,
speriamo che il cantiere infinito in cui viviamo
diventi finalmente un vero Quartiere, dotato delle
infrastrutture che lo valorizzano, con una rete di
trasporti efficiente ed una viabilità degna di una
città che si affaccia a Expo 2015, con gli abitanti
orgogliosi di esserne parte. Chiediamo troppo?
Teleriscaldamento… sul Corriere della Sera
Le problematiche relative al teleriscaldamento non
sono solo una questione per il nostro Quartiere.
Anche il ricercatore IEFE dell’Università Bocconi
Antonio Sileo evidenzia in un articolo di fondo
sulla prima pagina del Corriere di Milano del 25
febbraio (all’interno del Corriere della Sera), la
sua utilità per ridurre l’emissione di polveri sottili,
ma sottolinea che servirebbe tuttavia un
“regolatore” per il calore.
Il futuro tratto di strada “Eritrea-Stephenson”
Entro il 2015 dovrebbe essere pronto il
collegamento tra la via Eritrea e la via Stephenson
(l’immagine è ricavata dal progetto di MM).
La lunghezza complessiva del tratto di strada è
pari a circa 1200 m. L’intersezione con via Eritrea
sarà regolata da un impianto semaforico dal quale
la nuova infrastruttura, dopo un breve tratto a
raso, procede in trincea fino all’imbocco (situato
immediatamente prima della Via Nicola Fabrizi) di
una galleria di nuova realizzazione; questa
struttura, di lunghezza pari a circa 300 m,
passando al di sotto dell’attuale centro sportivo e
di Largo Boccioni, si ricollega al sottopasso
esistente del raccordo autostradale. La lunghezza
della galleria di approccio al sottopasso esistente
è determinata dalla volontà progettuale di
ripristinare, ad opera ultimata, il contesto urbano
pregresso e in particolare il centro sportivo. Le
attuali rampe di collegamento tra largo Boccioni e
Via Stephenson verranno dismesse; quella posta
a Nord verrà utilizzata per il percorso pedonale.
Nel sottopasso esistente al di sotto del raccordo
autostradale, saranno eseguite delle opere di
approfondimento del piano stradale, al fine di
garantire un franco verticale minimo di 5 m.
Tornata a quota campagna la nuova infrastruttura
terminerà in una rotatoria che la collega alla
viabilità esistente di via Stephenson. In questo
tratto, lo studio acustico ha evidenziato la
necessità di inserire un tratto di barriere
antirumore, di altezza pari ad 1 m. L’apertura di
questo tratto di strada farà almeno un po’
diminuire il traffico sul ponte Palizzi e sulla via
Mambretti. E… il potenziamento dei mezzi
pubblici, tanto aspettati dagli abitanti del
quartiere?



